I narcisisti: come riconoscerli e perchè è difficile andarsene
Punto e a capo · Barbara Benedettelli

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già un sospetto. Qualcosa non torna da tempo, ma non riesci a mettere a fuoco cosa. Ti senti spesso in colpa senza capire bene perché. Ti chiedi se stai esagerando. Ti dici che in fondo ci sono anche momenti belli, che ti vuole bene a modo suo, che forse sei tu il problema.

Non sei tu il problema.

Il narcisismo patologico è uno dei disturbi di personalità più difficili da riconoscere dall’interno di una relazione, proprio perché chi ne soffre è spesso straordinariamente bravo a costruire un’immagine di sé affascinante, capace, speciale. E all’inizio quella grandiosità attrae. Ti fa sentire scelta da qualcuno fuori dal comune. Ti fa credere di aver trovato qualcosa di raro.

Solo dopo, lentamente, il prezzo di quella relazione comincia a mostrarsi.

Come si riconosce

Il narcisista patologico non si presenta con un cartello. Anzi, spesso nei primi tempi è il partner più premuroso, più presente, più intenso che tu abbia mai avuto. Questa fase si chiama love bombing, e serve a creare un legame forte, una dipendenza emotiva, prima che la relazione riveli la sua vera natura.

Con il tempo emergono alcuni schemi ricorrenti. La mancanza di empatia reale: non riesce a mettersi nei tuoi panni in modo genuino. La necessità costante di ammirazione: ha bisogno che tu lo confermi, lo celebri, lo metta al centro. La svalutazione progressiva: all’inizio eri perfetta, con il tempo cominci a sentirti sempre meno capace, meno intelligente, meno attraente.

E poi c’è il gaslighting: ti dice che non è successo quello che ricordi, che stai esagerando, che sei troppo sensibile, che la colpa è sempre tua. Con il tempo smetti di fidarti della tua percezione, e questo è esattamente quello che serve a lui.

“Una donna che esce da una relazione narcisistica non ha fallito. Ha amato qualcuno che non era in grado di ricambiare in modo sano.”

La responsabilità di quello che è successo non è tua. E il fatto che ci abbia messo tempo, che tu sia tornata indietro, che tu abbia perdonato più volte: dice solo che hai amato davvero.

Perché è così difficile andarsene

Questa è la domanda che molte persone, dall’esterno, non capiscono. Se stai così male, perché non te ne vai? Sembra semplice. Non lo è.

Prima di tutto, perché non è sempre male. Ci sono fasi di tenerezza, di promesse, di ritorno alla persona che ti aveva conquistata all’inizio. Questa alternanza di dolore e sollievo crea una dipendenza emotiva reale, paragonabile per certi meccanismi cerebrali a quella da sostanze. Non è debolezza. È chimica.

Secondo, perché nel tempo hai perso fiducia in te stessa. Anni di svalutazione sottile ti hanno convinta di non essere capace di farcela da sola, di non sapere leggere la realtà, di avere torto. Quando arrivi a credere di non poter sopravvivere senza di lui, andartene richiede uno sforzo sovrumano.

Terzo, perché spesso c’è paura. Non sempre fisica, ma reale. Paura di come reagirà. Paura di perdere i figli, la casa, la stabilità economica. I narcisisti sono spesso abili nel costruire una rete sociale in cui loro appaiono ragionevoli e tu instabile.

Cosa puoi fare

La prima cosa è smettere di cercare di capirlo. Non c’è una spiegazione che renderà il suo comportamento accettabile, e più tempo passi a cercarla, più rimani agganciata a lui invece di occuparti di te.

La seconda è parlare con qualcuno di fiducia fuori dalla relazione, preferibilmente uno psicologo con esperienza in disturbi di personalità e relazioni tossiche. Non per diagnosticare lui (non è compito tuo) ma per aiutare te a ritrovare il contatto con la tua realtà.

La terza è sapere che uscire da una relazione con un narcisista richiede un piano, non solo il coraggio. Spesso è necessario farlo gradualmente, costruendo prima una rete di supporto economica, emotiva e pratica.

Punto e a capo · Barbara Benedettelli

Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già un sospetto. Qualcosa non torna da tempo, ma non riesci a mettere a fuoco cosa. Ti senti spesso in colpa senza capire bene perché. Ti chiedi se stai esagerando. Ti dici che in fondo ci sono anche momenti belli, che ti vuole bene a modo suo, che forse sei tu il problema.

Non sei tu il problema.

Il narcisismo patologico è uno dei disturbi di personalità più difficili da riconoscere dall’interno di una relazione, proprio perché chi ne soffre è spesso straordinariamente bravo a costruire un’immagine di sé affascinante, capace, speciale. E all’inizio quella grandiosità attrae. Ti fa sentire scelta da qualcuno fuori dal comune. Ti fa credere di aver trovato qualcosa di raro.

Solo dopo, lentamente, il prezzo di quella relazione comincia a mostrarsi.

Come si riconosce

Il narcisista patologico non si presenta con un cartello. Anzi, spesso nei primi tempi è il partner più premuroso, più presente, più intenso che tu abbia mai avuto. Questa fase si chiama love bombing, e serve a creare un legame forte, una dipendenza emotiva, prima che la relazione riveli la sua vera natura.

Con il tempo emergono alcuni schemi ricorrenti. La mancanza di empatia reale: non riesce a mettersi nei tuoi panni in modo genuino. La necessità costante di ammirazione: ha bisogno che tu lo confermi, lo celebri, lo metta al centro. La svalutazione progressiva: all’inizio eri perfetta, con il tempo cominci a sentirti sempre meno capace, meno intelligente, meno attraente.

E poi c’è il gaslighting: ti dice che non è successo quello che ricordi, che stai esagerando, che sei troppo sensibile, che la colpa è sempre tua. Con il tempo smetti di fidarti della tua percezione, e questo è esattamente quello che serve a lui.

“Una donna che esce da una relazione narcisistica non ha fallito. Ha amato qualcuno che non era in grado di ricambiare in modo sano.”

La responsabilità di quello che è successo non è tua. E il fatto che ci abbia messo tempo, che tu sia tornata indietro, che tu abbia perdonato più volte: dice solo che hai amato davvero.

Perché è così difficile andarsene

Questa è la domanda che molte persone, dall’esterno, non capiscono. Se stai così male, perché non te ne vai? Sembra semplice. Non lo è.

Prima di tutto, perché non è sempre male. Ci sono fasi di tenerezza, di promesse, di ritorno alla persona che ti aveva conquistata all’inizio. Questa alternanza di dolore e sollievo crea una dipendenza emotiva reale, paragonabile per certi meccanismi cerebrali a quella da sostanze. Non è debolezza. È chimica.

Secondo, perché nel tempo hai perso fiducia in te stessa. Anni di svalutazione sottile ti hanno convinta di non essere capace di farcela da sola, di non sapere leggere la realtà, di avere torto. Quando arrivi a credere di non poter sopravvivere senza di lui, andartene richiede uno sforzo sovrumano.

Terzo, perché spesso c’è paura. Non sempre fisica, ma reale. Paura di come reagirà. Paura di perdere i figli, la casa, la stabilità economica. I narcisisti sono spesso abili nel costruire una rete sociale in cui loro appaiono ragionevoli e tu instabile.

Cosa puoi fare

La prima cosa è smettere di cercare di capirlo. Non c’è una spiegazione che renderà il suo comportamento accettabile, e più tempo passi a cercarla, più rimani agganciata a lui invece di occuparti di te.

La seconda è parlare con qualcuno di fiducia fuori dalla relazione, preferibilmente uno psicologo con esperienza in disturbi di personalità e relazioni tossiche. Non per diagnosticare lui (non è compito tuo) ma per aiutare te a ritrovare il contatto con la tua realtà.

La terza è sapere che uscire da una relazione con un narcisista richiede un piano, non solo il coraggio. Spesso è necessario farlo gradualmente, costruendo prima una rete di supporto economica, emotiva e pratica.

– Barbara Benedettelli è sociologa, giornalista, saggista. È fondatrice di SLEGATA! — il primo metodo italiano per donne che attraversano una transizione difficile.

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